Difesa del suolo e variante al PAI Po: i sindaci del territorio chiedono confronto e chiarezza sugli interventi

I sindaci dei comuni di Casola Valsenio, Castel Bolognese, Faenza, Riolo Terme e Solarolo intervengono con una dichiarazione congiunta sul progetto di variante al Piano stralcio per l’Assetto Idrogeologico del bacino del Po (PAI Po), pubblicato il 30 dicembre 2025.

La variante estende il piano ai bacini idrografici del Reno, dei Romagnoli, del Conca Marecchia e del Fissero, Tartaro e Canalbianco. Il documento è stato elaborato dall’Autorità di Bacino Distrettuale del Fiume Po (ADBPO), ente pubblico vigilato dal Ministero dell’Ambiente e della Sicurezza Energetica che si occupa della pianificazione delle acque, della difesa del suolo e della gestione del rischio idrogeologico nel distretto del Po. Alla guida dell’Autorità, dal 2 marzo 2026, è stato nominato come Segretario generale l’ingegnere Alessandro Delpiano.

Secondo i primi cittadini, la valutazione del piano presenta due aspetti distinti. Da un lato la variante rappresenta un importante punto di partenza per avviare la progettazione di nuove opere necessarie alla messa in sicurezza del territorio, in particolare le vasche di laminazione. Su questi interventi, sottolineano i sindaci, è fondamentale accelerare il più possibile la definizione dei progetti esecutivi e delle risorse necessarie alla loro realizzazione.

Dall’altro lato il piano lascia aperte diverse questioni che richiedono ulteriori approfondimenti. Tra queste vi sono le opere necessarie nelle aree montane, la gestione delle aree in fascia B, il tema della tracimazione controllata e le ricadute urbanistiche delle nuove previsioni.

Un ulteriore elemento di criticità riguarda l’assenza, nel documento, di un ordine di priorità tra gli interventi previsti. Secondo gli amministratori locali si tratta di un aspetto che dovrà essere chiarito per consentire una programmazione efficace e condivisa.

Per quanto riguarda le zone montane, il piano viene ritenuto incompleto perché affronta principalmente il tema delle frane. I sindaci sottolineano invece la necessità di prevedere anche opere capaci di ridurre i tempi di corrivazione delle acque e di affiancare a queste un piano di bonifica dettagliato per le aree collinari.

Nel documento viene inoltre affrontato il tema della tracimazione controllata, strumento che i sindaci riconoscono come utile ma che, a loro giudizio, dovrebbe rappresentare l’ultima opzione nella gestione degli eventi estremi. In caso di precipitazioni fuori scala, spiegano, questa soluzione può evitare che l’acqua esondi in punti incontrollati, come già avvenuto in passato, provocando danni gravissimi a cittadini, imprese e comunità.

Gli amministratori chiedono tuttavia che l’individuazione delle eventuali aree di tracimazione avvenga attraverso un confronto preventivo con gli enti locali e con i consorzi di bonifica, così da individuare le soluzioni più adatte sia dal punto di vista tecnico sia rispetto all’organizzazione del sistema di bonifica.

Il confronto con il territorio, sottolineano i sindaci, non è avvenuto prima della pubblicazione della variante e dovrebbe ora essere riattivato per poter apportare eventuali modifiche al piano.

Altro punto centrale riguarda la concreta realizzabilità delle opere previste, che dovranno garantire in primo luogo la sicurezza delle persone ma anche limitare il più possibile l’impatto su imprese e agricoltura. Allo stesso modo si chiede maggiore chiarezza sulle procedure urbanistiche e sui criteri che potrebbero portare a eventuali delocalizzazioni, tema che oggi genera forte preoccupazione tra cittadini e operatori economici.

Per questo i sindaci chiedono al Segretario generale dell’Autorità di bacino di attivare un tavolo di lavoro che coinvolga gli enti locali, così da consentire un contributo diretto al lavoro della struttura tecnica dell’Autorità e del Ministero.

La difesa del territorio, concludono i primi cittadini, rappresenta una delle grandi sfide del nostro tempo e richiede la collaborazione tra tutti i livelli istituzionali. È necessario lavorare insieme, evitando contrapposizioni tra collina e pianura, tra città e campagna o tra enti locali e Governo. I comuni del territorio ribadiscono quindi la piena disponibilità al dialogo e alla collaborazione per costruire scelte efficaci a tutela del territorio e della sicurezza delle comunità.

La dichiarazione è firmata dai sindaci Maria Diletta Beltrami, Luca Della Godenza, Massimo Isola, Federica Malavolti e Maurizio Nati.