nella foto la cedirArticolo tratto dal sito: www.settesere.it/

«E’ stato un periodo difficile, con scelte dolorose anche dal punto di vista umano, ma il peggio pensiamo di averlo alle spalle. Abbiamo avviato un percorso di riorganizzazione e rilancio, figlio di importanti investimenti fatti nel 2015 e di altri, sempre di peso significativo, previsti per il 2016: riguarderanno la produzione di grandi formati e l’efficientamento, senza trascurare il risparmio energetico. Abbiamo stretto alleanze commerciali e stiamo cercando un partner per rinforzarci e proseguire nel rilancio dell’impresa. Con le banche abbiamo un buon rapporto, stanno premiando la nostra serietà e trasparenza; è anche grazie a loro che il rilancio è possibile. Per il futuro dobbiamo continuare a puntare su prodotti di qualità, di gamma medio-alta, portando nel mondo la creatività del made in Italy. Parallelamente dobbiamo arrivare alla saturazione degli impianti e questo anche con produzione conto terzi». E’ questa la strada tracciata da Stefano Andalò, direttore generale della Cedir di Castel Bolognese dopo le turbolenze che hanno attraversato l’industria ceramica negli ultimi anni.
«L’azienda nel corso del 2015 ha portato avanti un percorso di riorganizzazione – spiega Andalò -: un piano di rilancio che è partito purtroppo dalla gestione di esuberi del personale, seguito poi da investimenti industriali con l’implementazione della tecnologia digitale in smalteria, nuovi grandi formati più consoni alle richieste del mercato e produzioni per partners commerciali, che hanno permesso di dare continuità all’attività dello stabilimento. Parallelamente abbiamo riorganizzato l’area commerciale per essere ancor più presenti ed incisivi su tutti i mercati».
La gestione degli esuberi (51 in totale, ndr) per l’azienda fondata da tre soci nel 1968, non è certo stata facile. «Non nascondo che per gli amministratori e la proprietà tutto ciò ha avuto importanti risvolti personali ed emotivi. Purtroppo si imponeva questa difficile scelta».
«Tengo a rimarcare il fatto che nel processo di riorganizzazione aziendale – ricorda Andalò – c’è stata veramente un’attiva partecipazione di tutti i colleghi, ovvero di tutti i dipendenti che lavorano fianco a fianco con noi: sono stati vicini, hanno capito le problematiche e sono partecipi alle nuove sfide che l’azienda ha di fronte».
Nord America ed Europa sono gli sbocchi principali dell’industria ceramica castellana che esporta l’85% di quanto produce. «Il nostro mercato di punta sono gli Stati Uniti; su altri mercati, come quello italiano, non mancano le difficoltà, ma il piano di riorganizzazione dell’azienda e gli investimenti riguardano anche la parte commerciale – puntualizza Alessandra Andalò, marketing & sales manager -: oltre ovviamente al Nord America, concentreremo gli sforzi su Francia, Germania e altri mercati di lingua tedesca, Nord Europa e Medio Oriente».
Per il futuro, «cruciale continuerà ad essere la qualità che da sempre ci viene riconosciuta, unita all’innovazione tecnologica ed al sapere interpretare le tendenze della moda e del design», conclude Stefano Andalò.

Christian Fossi per Sette Sere

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