Civico 25 risponde agli insulti: “Qui lavorano professionisti, non etichette”

Un commento offensivo comparso nei giorni scorsi sotto un contenuto pubblicato sui canali social del Civico 25 – Il gusto dell’inclusione ha acceso i riflettori su un tema che va ben oltre la semplice provocazione. Qualcuno ha scritto che, invece di aprire una pizzeria, sarebbe stato meglio aprire un “manicomio”. Un attacco gratuito che ha trovato una risposta pubblica chiara, rispettosa ma ferma.

Al Civico 25 non lavorano “ragazzi speciali”, come spesso vengono etichettate in modo riduttivo alcune persone. Lavorano professionisti. Donne e uomini che seguono percorsi di formazione strutturati, rispettano regole, orari, disciplina e responsabilità, e che ogni giorno dimostrano sul campo il proprio valore umano e professionale.

Il progetto del Civico 25 nasce con un obiettivo preciso: dimostrare che la vera inclusione non è assistenzialismo né pietà, ma lavoro, competenza e dignità. Significa offrire opportunità concrete, pretendere impegno e valorizzare le capacità di ciascuno, senza etichette e senza sconti.

Secondo lo staff, il problema non è la fragilità di alcune persone, ma l’incapacità di una parte della società di riconoscerne il valore e l’umanità. Un limite culturale che il Civico 25 affronta ogni giorno con i fatti, non con le polemiche.

Il locale di Castel Bolognese continuerà con determinazione il proprio percorso: costruire futuro, professionalità e autonomia attraverso il lavoro, abbattendo barriere culturali e pregiudizi ancora troppo presenti.

“Alle offese rispondiamo con i fatti”, ribadiscono dal Civico 25. “A chi guarda con il cuore, le nostre porte sono e resteranno sempre aperte”. Perché l’ignoranza fa rumore, ma il lavoro – quello vero – lascia il segno.