Sergio Gioghi (Castel Bolognese, 1940 – 2006) non amava gli pseudonimi e firmava le sue opere con leale trasparenza declinando i dati anagrafici fin da quando, giovanissimo, cominciò a produrre i suoi “pezzi” nel “Laboratorio di Ceramica Artistica” di San Marino presso il quale fu chiamato a collaborare.
Poco prima era uscito “dall’istituto d’Arte per la Ceramica” di Faenza conseguendo il Diploma di Maestro d’Arte e la maturità di Magistero alla scuola di intramontabili Maestri quali sono stati e restano storicamente Angelo Biancini e Carlo Zauli.
Conclusa la preziosa ed interessante sammarinese, Gioghi si mise in proprio nella “bottega” aperta nel “borgo” cittadino di Faenza che lasciò dopo alcuni anni a seguito di un incarico presso l’Istituto “Sante Zennaro” di Imola in qualità di insegnante ed animatore di un laboratorio plastico-ceramico per giovanissimi in collaborazione con le scuole statali e degli enti locali facenti parte del vasto Comprensorio Imolese.
A seguito della frequenza, con profitto, relativamente ad un corso per la qualifica di “educatore professionale”, si è anche dedicato con ottimi risultati all’insegnamento scolastico di alunni svantaggiati.
Viveva e operava a Castel Bolognese, paese natale, dove gestiva un laboratorio di scultura ceramica alla quale si dedicava interamente.
Si sono interessati in particolar modo alla sua ininterrotta attività artistica, dedicandogli servizi giornalistici particolari, quotidiani a tiratura nazionale quali il “Resto del Carlino” e magazine come “Romagna-attualità, storia, arte e costume”, nonché settimanali di buona diffusione anche all’estero.
Sue opere, sia ceramiche, sia lignee, sono collocate in luoghi di culto cattolico ma anche in collezioni pubbliche e private.
E’ presente con sue opere significative e di grande rilievo anche sul territorio circostante Castel Bolognese:
– Santuario di Ghiandolino (Imola): “Via Crucis”, “Lo Sposalizio della vergine” (pannello), “L’Annunciazione” (figure), “Crocifissione” (grandi figure), “Ressurrezione”.
– Cappella dell’Ospedale Civile (Imola): “Via Crucis” (a frammento).
– Fruges (Massalombarda): grande gruppo scultoreo “Il dolore sotto la croce”, “I quattro Evangelisti”, Pala d’altare con “Cristo benedicente”.
– Sesto Imolese; grande composizione a frammento “Madonna dell’Assunta con volo d’Angeli”.

Per maggiori informazioni potete visitare la pagina a lui dedicata: https://sergiogioghi.wordpress.com/