Villa Centonara, il Comune approva l’acquisto: il complesso entra nel patrimonio pubblico, ma l’opposizione contesta l’operazione

Il complesso storico e il parco diventano patrimonio del Comune. L’Amministrazione punta alla progressiva apertura alla cittadinanza, mentre Cambiamo Castello esprime contrarietà all’operazione e ne contesta costi e modalità.

Villa Centonara e il suo parco si avviano a diventare patrimonio pubblico della comunità di Castel Bolognese. Il Consiglio comunale, nella seduta del 25 settembre, ha infatti approvato l’acquisto del complesso, compiendo un passaggio decisivo nel percorso avviato dall’Amministrazione comunale per acquisire uno dei luoghi storici e paesaggistici più riconoscibili della città.

La villa, il grande parco e gli altri elementi architettonici che compongono il complesso rappresentano da generazioni un luogo legato alla storia e all’identità di Castel Bolognese. Secondo l’Amministrazione, l’acquisizione consentirà di preservare l’unitarietà del patrimonio e di creare progressivamente le condizioni per trasformarlo in uno spazio pubblico a disposizione della comunità.

Per l’acquisto erano stati inizialmente previsti a bilancio 2 milioni di euro. A seguito della stima effettuata dall’Agenzia delle Entrate, il costo dell’operazione è stato definito in 1.787.500 euro, con una riduzione di 212.500 euro rispetto allo stanziamento iniziale.

L’acquisizione costituisce, nelle intenzioni dell’Amministrazione, il primo passaggio di un progetto più ampio. L’obiettivo è procedere per fasi, partendo dalla tutela del complesso e dalla progressiva apertura alla comunità degli spazi che potranno essere utilizzati in condizioni di sicurezza.

Tra i primi interventi previsti c’è, a partire dal 2027, l’avvio del percorso necessario a rendere progressivamente fruibile il parco alla cittadinanza, senza attendere il completamento di una futura ristrutturazione complessiva degli edifici.

Parallelamente dovranno essere sviluppati gli approfondimenti progettuali per individuare le future funzioni della Villa, definire gli interventi di riqualificazione del parco e degli edifici e organizzare i lavori per stralci, anche attraverso la ricerca di finanziamenti regionali, nazionali ed europei.

L’idea è quella di fare del complesso un luogo destinato nel tempo a ospitare iniziative culturali e istituzionali, incontri pubblici, attività espositive, eventi legati alla storia e all’identità del territorio e momenti di partecipazione della comunità.

«Con l’approvazione del Consiglio comunale compiamo una scelta destinata a lasciare un segno profondo nel futuro di Castel Bolognese», ha dichiarato il sindaco Luca Della Godenza. Il primo cittadino ha sottolineato il costo di 1.787.500 euro, inferiore di oltre 200 mila euro rispetto ai 2 milioni inizialmente previsti, e l’obiettivo di avviare già dal prossimo anno l’apertura progressiva del parco.

Anche la collocazione di Villa Centonara viene considerata dall’Amministrazione un elemento importante nel processo di trasformazione urbana di Castel Bolognese. Il complesso si trova infatti nelle vicinanze della stazione ferroviaria, della Via Emilia e del centro cittadino. A questo si aggiungono le future modifiche alla viabilità collegate alla variante alla SS9.

Il parco rappresenta uno degli elementi centrali dell’intervento e, nelle prospettive indicate dal Comune, potrà diventare un nuovo grande spazio verde pubblico. L’acquisizione riguarda inoltre il patrimonio edilizio e architettonico della proprietà, con l’obiettivo di conservarne l’unitarietà e individuare nel tempo nuove funzioni per gli edifici.

Con l’approvazione consiliare prende quindi avvio la fase conclusiva dell’iter di acquisto. Dopo una lunga storia privata, Villa Centonara si prepara così a entrare nel patrimonio della comunità castellana.

Le critiche di Cambiamo Castello

L’operazione ha però incontrato la netta contrarietà del gruppo consiliare Cambiamo Castello, che ha diffuso una propria posizione critica sull’acquisto.

Il gruppo contesta innanzitutto le condizioni dell’immobile, richiamando alcuni elementi contenuti, secondo quanto riferito nella sua nota, nella perizia dell’Agenzia delle Entrate. Tra questi vengono indicati lo stato di inutilizzabilità della villa in assenza di interventi di ristrutturazione, la presenza di umidità e infiltrazioni, l’assenza dell’impianto di riscaldamento e la disattivazione degli impianti idraulici ed elettrici.

Cambiamo Castello pone inoltre l’accento sul valore attribuito all’immobile. Secondo il gruppo, la stima dell’Agenzia delle Entrate avrebbe individuato un valore di mercato di 1.625.000 euro, con un’alea del 15%, mentre il prezzo concordato per l’acquisto è di 1.787.500 euro. Su questo punto il gruppo interpreta la cifra come un prezzo particolarmente elevato e critica la scelta dell’Amministrazione.

Un’altra contestazione riguarda il costo complessivo dell’operazione. Nella propria comunicazione, Cambiamo Castello richiama infatti ulteriori 168.600 euro indicati nella variazione di bilancio come costi notarili e accessori legati all’atto di acquisto.

Il gruppo consiliare contesta inoltre la necessità dell’acquisizione sotto il profilo della tutela urbanistica e storico-architettonica, sostenendo che il complesso e il parco sarebbero già soggetti a vincoli che ne limiterebbero fortemente eventuali trasformazioni. Viene poi evidenziata l’esclusione dell’Oratorio Bragaldi dall’acquisto e la presenza di una servitù di passaggio carrabile attraverso il parco.

Cambiamo Castello critica infine le scelte finanziarie collegate alla variazione di bilancio e sostiene che le risorse destinate all’operazione avrebbero potuto essere utilizzate diversamente, richiamando in particolare i capitoli relativi a cultura, patrimonio, utenze e sostegno alle famiglie.

La posizione del gruppo si conclude con la conferma del voto contrario all’operazione, ritenuta priva, a suo giudizio, di un piano di fattibilità e di una destinazione d’uso sufficientemente definita.