Castel Bolognese, l’arte torna ad abitare i portici con la residenza dell’artista Elisa Muliere
Negli spazi dell’ex ferramenta Soglia prende forma una nuova fase del progetto comunale di rigenerazione del centro storico. Il 16 e il 21 luglio i primi due Open studio aperti alla cittadinanza
Castel Bolognese prosegue il percorso di rigenerazione urbana e culturale dei portici e del centro storico attraverso una nuova residenza d’artista, affidata per il 2026 all’autrice multidisciplinare Elisa Muliere. Da luglio a settembre l’artista lavorerà negli spazi dell’ex ferramenta Soglia (poi Ferramenta 2001) in via Emilia Interna 66, trasformando temporaneamente un locale affacciato sulla via Emilia in uno studio aperto, luogo di ricerca, incontro e relazione con la comunità.
La residenza rappresenta una nuova fase del progetto triennale avviato dal Comune di Castel Bolognese nel 2025 per accompagnare, attraverso l’arte contemporanea e la partecipazione degli abitanti, la trasformazione dei portici e del centro cittadino. Un percorso che guarda al futuro di uno degli spazi più riconoscibili del paese, oggi fortemente condizionato dal traffico della via Emilia e destinato ad assumere nuove funzioni e nuovi significati con l’evoluzione della viabilità urbana. I primi appuntamenti pubblici saranno due Open studio, in programma il 16 e il 21 luglio, dalle ore 17 alle 20. Cittadine e cittadini potranno entrare nello spazio di via Emilia Interna 66, incontrare Elisa Muliere e conoscere da vicino il lavoro che l’artista sta sviluppando durante la permanenza a Castel Bolognese.
Le aperture precederanno due appuntamenti della programmazione culturale estiva del Comune: il 16 luglio il concerto dei Di Maggio Connection e il 21 luglio “Vertigo”, concerto di Emilia Romagna Festival. La scelta di aprire lo studio prima degli eventi serali permetterà di mettere in relazione la residenza artistica con la più ampia programmazione culturale cittadina, invitando il pubblico ad attraversare e vivere il centro storico attraverso linguaggi ed esperienze differenti.
La ricerca di Elisa Muliere si concentrerà proprio sui portici della via Emilia, osservati non soltanto come elemento architettonico, ma come spazio quotidiano della vita collettiva: un luogo attraversato, abitato temporaneamente, utilizzato per incontrarsi, sostare, lavorare e costruire relazioni. Durante la residenza l’artista raccoglierà testimonianze, ricordi e aneddoti degli abitanti, per avvicinarsi alla storia dei portici e comprenderne l’identità contemporanea. Lo studio allestito nell’ex ferramenta diventerà così un presidio culturale temporaneo nel cuore della città, nel quale il processo creativo potrà svilupparsi attraverso il confronto diretto con la comunità.
Tra la fine di agosto e l’inizio di settembre sarà inoltre organizzato un laboratorio di ceramica aperto al pubblico, che consentirà alle persone partecipanti di contribuire alle riflessioni dell’artista sui temi dell’abitare, dello spazio pubblico e delle trasformazioni urbane. Il percorso condurrà alla realizzazione di un intervento scultoreo di Elisa Muliere, che sarà inaugurato nell’autunno del 2026 e indagherà il rapporto tra la dimensione pubblica dei luoghi e la loro percezione più intima e personale.
“Con questa nuova residenza prosegue un progetto che parte dai portici e dal centro storico, ma che riguarda più in generale il modo in cui immaginiamo la Castel Bolognese dei prossimi anni”, sottolinea l’Assessore Luca Selvatici, con delega alla Cultura “Abbiamo scelto di affidare all’arte il compito di anticipare le trasformazioni, riaprire spazi oggi inutilizzati e coinvolgere la comunità nella costruzione di nuove forme dell’abitare. Lo studio di Elisa Muliere sarà un luogo visibile e accessibile, nel quale cittadine e cittadini potranno entrare, dialogare e diventare parte del processo creativo”.
Elisa Muliere, nata a Tortona nel 1981, vive e lavora a Bologna. La sua pratica multidisciplinare attraversa pittura, scultura, installazione, scrittura e progetti collaborativi. La sua ricerca nasce dall’osservazione del quotidiano e dall’ascolto delle trasformazioni del mondo contemporaneo, esplorando attraverso linguaggi simbolici e non lineari le possibilità del cambiamento. Da oltre dieci anni espone in mostre personali e collettive in Italia e all’estero. Dal 2023 collabora con la ceramista Carlotta Serpieri presso Atelierterrarossa a Bologna.
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