Civico 25 porta l’inclusione all’Istituto Oriani di Faenza: quando le storie vere cambiano lo sguardo dei giovani

L’auditorium dell’Istituto Oriani si è trasformato in qualcosa di più di una semplice aula: è diventato un luogo di ascolto, di verità e di consapevolezza. Protagonista dell’incontro il progetto “Civico 25 – Il gusto dell’inclusione” di Castel Bolognese, che ha portato tra gli studenti delle classi superiori un messaggio forte e necessario su inclusione, fragilità e bullismo.
Un evento che non si è limitato a parlare, ma ha fatto vivere emozioni autentiche. I ragazzi del Civico 25 hanno condiviso le loro storie senza filtri: esperienze di vita, difficoltà, crescita e riscatto. Testimonianze vere, capaci di catturare l’attenzione e lasciare un segno profondo in un pubblico giovane, spesso distante da queste tematiche.
“Non siamo venuti a fare una lezione — ha spiegato Eugenio Iannella, fondatore del progetto — ma a raccontare la realtà. Perché solo la realtà può cambiare davvero le persone.”
L’iniziativa è stata accolta con grande sensibilità dalla dirigente scolastica, che ha creduto nel valore educativo del progetto, permettendo a numerose classi di partecipare a un momento formativo fuori dagli schemi tradizionali.
Il Civico 25 conferma così la sua missione: portare l’inclusione fuori dai confini del lavoro e dentro la società, partendo proprio dalle scuole. Un percorso che non si fermerà qui. In vista del prossimo anno scolastico, il progetto punta ad ampliare ulteriormente il proprio impatto, coinvolgendo:
genitori che hanno vissuto il dramma di figli vittime di bullismo persone che hanno saputo rinascere dopo momenti difficili rappresentanti delle forze dell’ordine atleti paralimpici, simbolo concreto di resilienza e determinazione L’obiettivo è chiaro: costruire consapevolezza, abbattere pregiudizi e formare una nuova generazione capace di guardare alla diversità non come limite, ma come valore.
Quella di oggi non è stata solo una giornata. È stato un passaggio importante di un progetto che continua a crescere e che vuole lasciare un segno concreto nel futuro dei giovani.
Perché l’inclusione non è un concetto. È una responsabilità.