Articolo di Birgül Göker tratto dal sito www.settesere.it/ e pubblicato sul settimanale Sette Sere.

A Castel Bolognese il Piedibus è arrivato al suo sesto anno di vita ottenendo un gran successo. L’iniziativa avviata nel 2013 dall’Associazione dei Genitori è praticamente un autobus “umano per accompagnare a piedi i bambini a scuola. Il Piedibus come un vero bus parte da un capolinea e seguendo un percorso stabilito porta i bambini alle loro scuole, accompagnati da due adulti. «All’inizio non è stato facile – racconta Donatella Casadio, responsabile del progetto Piedibus -. Abbiamo capito che il modo migliore per attivare sul territorio il Piedibus era far vedere ai genitori come funzionava. Ci siamo così uniti e abbiamo portato i nostri figli camminando fino a scuola. Nel 2013 abbiamo coinvolto nel progetto tutte quelle forze che volevano collaborare. Da lì è partito il progetto che è giunto, quest’anno, al suo sesto compleanno. Quest’anno sono tanti i fratellini presenti sulle linee, che camminano assieme a fratelli e sorelle».
Possiamo dire che il Piedibus di Castello è un’iniziativa di promozione del volontariato?
«A Castello c’erano già delle associazioni attive, e anche il comune aveva cercato di portare l’attenzione dei genitori verso questo tipo di spostamento, però probabilmente con una modalità che non era riuscita a raggruppare un numero di persone sufficiente a far partire il progetto. In effetti, ci tengo a sottolineare che il nostro Piedibus è stato organizzato fondamentalmente perché la spinta è venuta dai genitori. Abbiamo molti volontari che supportano il progetto da esterni non essendo né nonni e nemmeno genitori. E’ un impegno che in realtà potrebbero sostenere tutti. Noi chiediamo solo mezz’ora di disponibilità dalle 8 di mattina alle 8.30».
Come funziona questo bus umano?
«Ci siamo disegnati i percorsi, abbiamo cercato di mettere le fermate, di collocarle nei punti dove sia facile l’accesso anche alle auto, magari vicino ad un minimo parcheggio. In definitiva abbiamo pensato a punti di transito strategici che colleghino varie strade principali del paese, pretendendo che i bambini non dovessero fare oltre 1 km a piedi con una durata massima di 10-15 minuti. Inizialmente avevamo una settantina di bambini ma ora ne abbiamo circa 110. Il nostro Piedibus ha 5 linee per le scuole primarie “Ginnasi” e “Bassi”, questo vuol dire che si muovono 10 volontari al giorno. Abbiamo una ottantina di volontari e ci coordiniamo su Whatsapp».
Quali sono i vantaggi del Piedibus sia individuali che collettivi?
«I bambini imparano a camminare per strada, a socializzare con i coetanei, a stare in gruppo. I bambini corrono un po’ meno, nel senso che non hanno l’ansia che spesso i genitori caricano su di loro di dover arrivare a scuola in macchina in fretta. Si alzano con un po’ di tranquillità, arrivano alla fermata, fanno quella passeggiata di 10 minuti che gli permette di chiacchierare, scaricarsi un pochino e arrivare a scuola con serenità. Poi ci sono anche vantaggi ambientali. Diciamo che non si intasa la scuola con le auto. Il Piedibus è un bel modo di vivere la città, di vivere anche le stagioni che cambiano attorno a sé, di sollevare un attimo gli occhi e guardare l’ambiente che ci circonda».
Favorisce anche l’integrazione?
«Abbiamo veramente tanti bimbi e volontari di diverse nazionalità. Secondo me è lo strumento che sta ndo più socialità e più integrazione nel territorio comunale. Abbiamo mamme albanesi, marocchine, tunisine, turche. Poi favorisce anche l’integrazione fra le varie generazioni, cioè i bambini si trovano a interagire con i volontari che sono spesso i nonni che gli raccontano la loro infanzia, come era il paese anni fa. I volontari e i bambini chiacchierano durante il percorso e ogni volontario ci mette del suo.»
Ci si diverte anche viaggiando in questo autobus virtuale?
«Noi abbiamo attivato l’abbonamento mensile, cioè gli diamo una tesserina in una bustina attaccata allo zaino, su cui ci sono le caselline che ogni giorno vengono bucate per capire quante volte ha partecipato il bambino. I bambini vengono premiati al raggiungimento di 100 presenze. E di solito a maggio organizziamo una festa di fine Piedibus durante la quale il sindaco o il vice sindaco premiano tutti i bambini con una medaglia. Inoltre collaboriamo con l’Avis di Castel Bolognese per la 50 km di Romagna. Da due anni promuoviamo una mini camminata di 2,5 km per le famiglie. L’iscrizione viene donata dalla podistica Avis ai bambini. Praticamente i bimbi corrono e le mamme camminano. Partecipiamo anche come gruppo di maschere al Carnevale».

redazione CBnewsAssociazioni - Circoliassociazione genitori,piedibusArticolo di Birgül Göker tratto dal sito www.settesere.it/ e pubblicato sul settimanale Sette Sere. A Castel Bolognese il Piedibus è arrivato al suo sesto anno di vita ottenendo un gran successo. L’iniziativa avviata nel 2013 dall’Associazione dei Genitori è praticamente un autobus “umano per accompagnare a piedi i bambini a...