Fonte: www.corriereromagna.it

Una realtà in controtendenza rispetto al panorama di crisi generalizzata che in settori come il tessile e abbigliamento ha raggiunto livelli devastanti. In tale comparto sta reggendo alla difficile congettura, e anzi si sta distinguendo per aver effettuato addirittura tre nuove assunzioni dal mese di giugno in poi, la Faenza Stile Srl, azienda con sede a Castel Bolognese in via Provinciale Lughese 1880.
Si è passati in pochi mesi da 20 a 23 dipendenti, un segnale evidentemente di buon auspicio. «Alle difficoltà – afferma l’amministratore Giampiero Marabese – abbiamo reagito con la diversificazione e adesso con l’ampliamento per meglio penetrare i mercati sia italiani che stranieri. Sarebbe stato facile delocalizzare, come hanno fatto in tanti, ma noi pensiamo che qualità e manodopera debbano essere italiane». Ampliamento e diversificazione, come è possibile in un momento in cui tanti chiudono? «Entro l’anno entrerà un nuovo socio, italiano, importante, con il quale abbiamo costruito un progetto interessante e promettente. Sono già stati stabiliti i valori della Faenza Stile. Il suo obiettivo è di rilevare la maggioranza delle quote. In pratica si tratta di un’acquisizione a breve-medio termine».Questo permetterà sviluppo e nuovi obiettivi?«Sì, crediamo di dare un forte impulso all’esportazione verso paesi come Austria, Germania, est europeo, dove ci sono sbocchi interessanti. Attualmente il solo mercato italiano non permette di mantenere attiva la produzione».Insomma bisogna lavorare con mentalità europea, ma servono i capitali per posizionarsi e si può fare solo se ci sono investitori. «E’ così. Senza però trascurare l’Italia, dove abbiamo in programma l’apertura di due nuovi punti vendita uno in Romagna (probabilmente a Rimini) e l’altro in Toscana, con marchi di proprietà. Finora abbiamo lavorato con “l’haute couture industrializzata” i cui acquirenti sono le migliori aziende del ramo, che non rinunciano a capi di grande qualità, tutti realizzati artigianalmente per Roberto Cavalli, Bilionaire, Jean Paul Gautier, Canali e altri nomi dell’alta moda». Cosa contempla il progetto? «Siamo in trattative avanzate anche per acquisire un maglificio, vogliamo arrivare alla creazione di un consorzio moda e accessori, con un ufficio design e stile. I nostri prodotti saranno visibili in una show room a Milano in coobranding con marchi di assoluto valore, nel quadrilatero della moda, perché la visibilità è importante. Inoltre anche noi vorremmo delocalizzare, ma da Castel Bolognese a Faenza, dove abbiamo visto alcuni capannoni più funzionali che stiamo prendendo in considerazione».L’azienda (un fatturato di 2 milioni e mezzo di euro e una produzione tra i 40 e i 50 mila capi di vestiario l’anno) è guidata da Giampiero Marabese, noto programmatore informatico, in qualità di amministratore entrato da poco più di un anno con l’apporto di capitale, il cui ingresso ha significato innovazione e tecnologie avanzate. Altro socio è Bruno Rinaldi, figura arcinota nel Faentino, avendo militato per dieci anni nella Juventus, dal 1957 al 1967. «Noi con la crisi in atto siamo riusciti a ricapitalizzare, autofinanziando di tasca nostra la Faenza Stile. Non abbiamo percepito più utili, ma almeno siamo riusciti a mandare avanti la baracca – riferisce Rinaldi -. Poi ci siamo guardati intorno per cercare investitori e aprirci all’Europa, abbiamo trovato accordi con un acquirente interessato a rilevare il nostro know-how, senza disperdere il patrimonio di assoluto valore, costruito negli anni».

Francesco Donati

Redazione CBnewsDALLA CITTA'Economiacrisi,faenza stileFonte: www.corriereromagna.it Una realtà in controtendenza rispetto al panorama di crisi generalizzata che in settori come il tessile e abbigliamento ha raggiunto livelli devastanti. In tale comparto sta reggendo alla difficile congettura, e anzi si sta distinguendo per aver effettuato addirittura tre nuove assunzioni dal mese di giugno in poi,...Notizie, informazioni, eventi, appuntamenti da Castel Bolognese (Ravenna)