In quattro anni azzerati i raccolti. Allarme per le 120 aziende del territorio
La castanicoltura locale è in ginocchio a causa della siccità e della vespa cinese. Un flagello che nel giro di quattro anni, soprattutto da quanto è arrivato nel territorio il temibile e vorace cinipide del castagno, meglio conosciuto come vespa cinese, ha praticamente azzerato la produzione.
Danni economici, sociali ed ambientali si concretizzano stagione dopo stagione. Quest’anno la produttività dei castagneti collinari e montani non ha raggiunto il 10% della produzione. Una situazione che, se non contrastata in modo efficace, presenta gravi e pessimistiche previsioni. L’imperativo è così quello di intervenire presto e bene. «Magari – si augura il presidente dell’associazione dei castanicoltori “Vallata del Senio”, Giuseppe Pifferi – cercando di creare una maggiore sinergia tra pubblico e privato affinché le risposte, oltre ad essere efficaci ed efficienti, arrivino tempestivamente». Questa introduzione, molto fosca nelle sue tinte generali, è stata anche l’inquadratura presentata ieri nella sede della Bcc della Romagna Occidentale dai sindaci di Casola Valsenio e Palazzuolo sul Senio, dallo stesso presidente dei castanicoltori e da quello dell’istituto di credito castellano Luigi Cimatti. Evento che è servito a presentare un’iniziativa promossa dalla Bcc castellana a sostegno del comparto.«A Palazzuolo sul Senio e a Casola Valsenio – affermano rispettivamente i primi cittadini Cristian Menghetti e Nicola Iseppi – sono tantissime le imprese che operano in ambito agricolo. La maggior parte di queste, per forza o per amore, puntano soprattutto sulla castanicoltura. Un’economia agricola che però ha importanti ricadute di filiera incrementando un’imprenditorialità conseguente in ambito turistico e di trasformazione del prodotto. Se la materia prima viene a mancare – proseguono i sindaci – si palesa un futuro molto grigio per l’economia, l’ambiente ed il turismo del territorio. Per questo non possiamo che ringraziare la Bcc per il concreto aiuto che si presta ad offrire ai nostri imprenditori agricoli». Sulla rilevanza del comparto castanicolo è lo stesso presidente dell’associazione dei castanicoltori a delinearne le principali caratteristiche. «La castanicoltura interessa nella vallata circa 120 aziende. La produzione annua, nei momenti migliori, si aggira sui 700/900 quintali ed è distribuita in circa 600 ettari produttivi. Il fatturato e l’indotto economico supera i 3milioni di euro. Il problema che sta vivendo il comparto – prosegue Pifferi – è quindi serio. Sul versante della lotta biologica alla vespa cinese abbiamo bisogno di intervenire tempestivamente visto che i tempi di ripresa sono comunque lunghi». Stando alle previsioni, per arrivare a riottenere una produzione del 30% bisognerà aspettare quattro anni. Ed è in questa logica che si inserisce l’iniziativa economica della Bcc visto che servirà a finanziare anche i lanci dell’insetto antagonista della vespa cinese. «Grazie ad un accordo con un privato produttore dell’antagonista – conferma Pifferi – il prossimo anno, a maggio, realizzeremo 106 lanci nei castagneti. Ognuno di questi lanci ha un costo di 300 euro e, per essere efficace, deve essere ripetuto nel corso del tempo».

Riccardo Isola
Fonte: http://www.corriereromagna.it/faenza/2012-11-30/castanicoltura-produzione-ginocchio-la-siccit%C3%A0-e-la-vespa-cinese

Redazione CBnewsDALLA CITTA'EconomiabccIn quattro anni azzerati i raccolti. Allarme per le 120 aziende del territorio La castanicoltura locale è in ginocchio a causa della siccità e della vespa cinese. Un flagello che nel giro di quattro anni, soprattutto da quanto è arrivato nel territorio il temibile e vorace cinipide del castagno, meglio...Notizie, informazioni, eventi, appuntamenti da Castel Bolognese (Ravenna)