Ha riaperto nei giorni scorsi «Predappio il souvenir», il negozio travolto dalle polemiche fin dalla prima apparizione sotto i portici di Castel Bolognese, a inizio settembre.
Una chiusura temporanea evidentemente indotta solo dalle «attenzioni» del sindaco Daniele Bambi e della Polizia Municipale, visto che uno stop non è mai stato disposto. Infatti l’ipotizzata ordinanza comunale, che indiscrezioni stampa davano già per esecutiva, si sarebbe invece arenata in prefettura. Pur senza una data, la ripresa di attività era stata annunciata con un cartello affisso in vetrina dal titolare, il trentenne Mauro Burzacchi, che alle Comunali del 2000 tentò di candidarsi a sindaco di Faenza con l’Msi (ritirando poi la candidatura prima delle elezioni, ndr).
Con la riapertura si riaccendono le voci. «Continuano ad arrivare segnalazioni di cittadini indignati – afferma il sindaco Bambi – noi siamo in contatto con tutte le autorità competenti», perché se non sono riconducibili ad apologia di fascismo, «certe simbologie sono contro la Costituzione».
Desta sospetti anche il sito web del punto vendita castellano con una galleria di prodotti griffati di svastiche e croci celtiche; busti di Hitler, bandiere del Movimento sociale, ma anche di An-Msi e cimeli con esplicite simboli nazifascisti e del Ku Klux Klan. Il tema non è entrato in consiglio comunale, però non mancano i commenti. Il capogruppo Pasquale Marezzi (Il tuo Paese) sostiene che «anche se le carte sono in regola, con un negozio così c’è il rischio di un’escalation di estremismo e razzismo soprattutto fra i giovani».
Il capogruppo Ivo Pirazzini (Democratici per Castello) spera che «dietro quella vetrina, che a noi non piace, non si nasconda qualcosa di peggio». Molto netta poi la presa di distanza politica di Enzo Minardi, capogruppo Pdl, Udc Lega: «All’interno del Pdl nessuno ha più niente da spartire con Hitler o Mussolini. Anche An si è smarcata da tempo».
Se l’Anpi provinciale è già in allerta, a Castello Gianpiero Landi, della Biblioteca libertaria Borghi”, vede «una chiara apologia di eventi che hanno determinato lutti: noi veniamo dalla Resistenza ed è triste questa simpatia per certe epoche». Le associazioni Arci e «Pietro Costa», in una nota congiunta con il Pd, avevano già dichiarato che la «città decorata al merito civile, non dimentica le infamie e i patimenti inflitti dai nazifascisti» e il ricordo dei caduti per la libertà «non può essere oltraggiato dalla costante presenza della simbologia di quell’epoca».
E sul «turismo in camicia nera» cosa pensano i commercianti dei portici? Rilasciano dichiarazioni in forma anonima: alcuni si dicono indifferenti, altri allargano le braccia «non mi piace per niente, ma se la legge lo permette…» oppure «sembra una provocazione», altri ancora si stupiscono che «con la crisi aprano negozi qui». Infine c’è chi si chiede: «Sarà solo un’attività commerciale o porterà altro traffico?».
Fonte: www.faenzanotizie.it

Redazione CBnewsDALLA CITTA'negozio,polemicaHa riaperto nei giorni scorsi «Predappio il souvenir», il negozio travolto dalle polemiche fin dalla prima apparizione sotto i portici di Castel Bolognese, a inizio settembre. Una chiusura temporanea evidentemente indotta solo dalle «attenzioni» del sindaco Daniele Bambi e della Polizia Municipale, visto che uno stop non è mai stato...