Edmondo Fabbri (Castel Bolognese, 16 novembre 1921 – Castel San Pietro Terme, 8 luglio 1995) è stato un calciatore e allenatore di calcio italiano.

Calciatore
Iniziò la sua carriera di calciatore nel Forlì ed in seguito militò nell’Atalanta (per due stagioni) e poi nell’Inter. Dopo aver militato, nel periodo bellico nel Faenza, alla fine del conflitto rientrò all’Inter per il campionato 1945/1946. Con i nerazzurri di Milano disputò due campionati per poi approdare, nel 1947, alla appena costituita Sampdoria. Giocò in seguito ancora a Bergamo e poi nel Brescia e nel Parma dove concluse la sua esperienza agonistica.

Come calciatore, brevilineo e rapido, si distinse per il forte temperamento agonistico, per uno spiccato senso tattico e per discrete, seppur non eccelse, capacità di finalizzazione. Ultimo di cinque figli nelle cronache era citato anche come Fabbri V.

Giocò anche, nel 1942, una partita nella Nazionale giovanile.

Allenatore
Ben più degno di nota fu comunque il suo curriculum come tecnico. Chiamato, nel 1957 alla guida del Mantova, in Serie D, in soli quattro anni portò i virgiliani nella massima categoria meritandosi nel 1962, il “Seminatore d’Oro”. Nello stesso anno ottenne l’incarico di C.T. della nazionale italiana, reduce dallo sciagurato mondiale cileno. Resse il timone degli azzurri, con risultati spesso lusinghieri, fino ai mondiali inglesi del 1966, ai quali l’Italia si presentò accompagnata da pronostici favorevoli; le cose non andarono invece come previsto e dopo una sofferta vittoria iniziale contro il Cile arrivarono due sconfitte (particolarmente clamorosa ed imprevista quella con la Corea del Nord per 1-0) che costarono alla nazionale un’ingloriosa eliminazione e al tecnico il posto di C.T.

Iniziò per Fabbri, considerato, forse a torto, come l’unico responsabile del fallimento azzurro, un periodo di oblio dal quale lo fece riemergere, nel 1967, Orfeo Pianelli chiamandolo sulla panchina del Torino. Con i granata Edmondo Fabbri vinse, nel 1968, una Coppa Italia. La stessa impresa gli riuscì ancora, un paio di stagioni dopo, alla guida del Bologna. In seguito allenò il Cagliari, ancora il Torino e poi Ternana, Reggiana e Pistoiese con cui visse, agli inizi degli anni Ottanta, un fugace ritorno in Serie A.

È scomparso nel 1995.

Articolo tratto da wikipedia

Addio Mondino, tradito da un gol. (Corriere della Sera, 09-08-1995)