Itaca, venti anni di cultura
   venerdì, 5 marzo 2010   Vai ai Commenti  Lascia un commento

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Nuova sede, libreria e un libro per la casa editrice castellana
Era il 1990 e un giovane professore di lettere, Eugenio Dal Pane, seguendo la sua passione per i libri e il suo impegno a diffonderli, diede vita a Itaca, “società editrice e di promozione culturale”. L’obiettivo principale era di carattere culturale: pubblicare, promuovere e diffondere prodotti editoriali che favorissero una coscienza critica e sistematica di sé e della realtà, rivolti non a un mercato indifferenziato, ma a persone e gruppi educati alla lettura.
Tre furono le modalità operative: la vendita per corrispondenza; l’allestimento di punti vendita in occasione di incontri, manifestazioni, eventi; le proprie edizioni.
Il 2000 è l’anno di una nuova sede e soprattutto dell’adeguamento tecnologico, con un sistema gestionale che permette l’evasione degli ordini entro 24 ore sia per i privati sia per le librerie.
L’editoria, iniziata con la pubblicazione delle dispense per i “corsi maturandi”, è andata via via crescendo sui filoni arte-fede, storia, scuola ed educazione, e la collaborazione con il Meeting di Rimini per la realizzazione dei cataloghi delle mostre (oltre che per la gestione della libreria).
Negli anni si sono poi sviluppate altre tipologie di attività, la costruzione di una rete di rapporti con librai ed editori con i quali si è organizzata la “Scuola librai”, e soprattutto la realizzazione di grandi eventi culturali, spettacoli teatrali e mostre. Ne ricordiamo alcuni: la mostra sulla Cappella degli Scrovegni, la riproduzione degli affreschi della Basilica Superiore di Assisi, e l’evento più importante, che ha lanciato Itaca su nuovi orizzonti, la mostra su san Paolo “Sulla via di Damasco”, realizzata in collaborazione con la Conferenza Episcopale Italiana in occasione dell’Anno Paolino, di cui sono stati effettuati 139 allestimenti in Italia e una trentina all’estero (la mostra è stata tradotta in russo, inglese, olandese, croato, spagnolo, ebraico, arabo).
E nel 2010, tempo di crisi, Itaca si impegna in cospicui investimenti, in un settore – la cultura – che sembrerebbe non offrire grandi prospettive, si trasferisce in un nuovo grande capannone, apre una libreria.
Questi i dati, per così dire, ’fenomenologici’, che però, come spesso accade, non bastano a spiegare la realtà che si ha davanti. Eugenio Dal Pane, anima, cuore, muscoli di questo lungo cammino, racconta: «Anni fa un dirigente d’azienda mi disse: “Anch’io da giovane avevo degli ideali, poi ho visto che non era possibile realizzarli e allora sono diventato più pragmatico”. Nel dire questo, però, gli occhi gli si erano inumiditi, perché un uomo, se è consapevolmente tale, non può non avvertire al fondo si sé un’esigenza di compimento, di totalità, di felicità, salvo ritirarsi come la volpe di Fedro che, non arrivando all’uva, pragmaticamente se ne andò dicendo: “Non è ancora matura”». Possiamo ritrovare in queste poche righe ciò che ha mosso Itaca in questi vent’anni, il suo fondatore e presidente, innanzitutto, ma anche tutte le persone che si sono trovate a collaborare, dipendenti, consulenti, fornitori, che si sono trovati davanti a questa sorta di paradosso, un’impresa guidata con criteri non strettamente ‘economici’, che cerca di tenere conto di tutti i fattori della persona, cliente o collaboratore che sia, fino al suo desiderio di felicità. Desiderio a cui Eugenio ha trovato risposta nell’esperienza della fede cristiana. Del resto, la scelta del nome Itaca fu dettata da una frase di Mircea Eliade che identificava Ulisse come l’emblema dell’uomo in cammino che rischia di smarrirsi nell’essere. Ecco, Itaca è nata per entrare nel vivo del dramma dell’uomo, che è innanzitutto quello di dare un senso alla vita, proponendo libri e strumenti culturali in grado di porsi come compagni di viaggio.
La storia di Itaca è raccontata nel libro L’impresa possibile, in cui Dal Pane ripercorre la propria storia personale e professionale, e che sarà presentato venerdì 19 marzo alle 21, nell’ambito dei festeggiamenti, con la partecipazione di Bernard Scholz, presidente nazionale della Compagnia delle Opere. Sabato 20 marzo, dopo la conferenza di Roberto Filippetti sulla mostra “Caravaggio. L’urlo e la luce” alle ore 16 e la Santa Messa celebrata alle 17.30 da monsignor Tommaso Ghirelli vescovo di Imola, ci sarà l’inaugurazione ufficiale della LIbreria Itaca e della nuova sede alla presenza di Daniele Bambi, sindaco di Castel Bolognese, Luigi Cimatti, presidente della Bcc Romagna Occidentale, Maurizio Quaranta di Studio Prisma, progettista e direttore lavori. Seguirà un momento di festa con il cabaret di Giampiero Pizzol, musica, taglio della torta e brindisi augurale.
Dania Tondini – Fonte: http://www.nuovodiario.com

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